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Non lasciare sfitto il tuo negozio: una lavanderia automatica può risolvere il problema!

Trovare un modo di far fruttare un negozio rimasto sfitto è spesso un problema assillante per molti proprietari immobiliari. I recenti anni di crisi economica, infatti, come hanno colpito tutti i settori del Paese, non hanno lasciato intoccato quello dell’affitto di fondi commerciali, sebbene in maniera più indiretta.

Il calo dei profitti, infatti, ha eroso i margini di guadagno di moltissime attività al dettaglio, fino a metterle in condizioni di non riuscire più a sostenere le proprie spese, obbligandole in questo modo a chiudere – e quindi, ovviamente, a lasciare sfitta la propria sede.

Ma la stessa crisi ha anche innalzato talmente i costi di avviamento, e soprattutto i rischi d’impresa legati all’apertura di un negozio comune, da scoraggiare definitivamente nuovi imprenditori dall’aprire altre attività, subentrando così nel contratto di affitto: per i proprietari immobiliari, questa situazione ha significato vedere progressivamente abbandonati i negozi che stavano affittando, trasformandoli da un investimento con buoni rendimenti ad un costo puro.

Come risolvere questa situazione?

In molti casi, l’apertura di una lavanderia a gettoni si è dimostrata una soluzione assolutamente vincente per eliminare il problema, e riportare rapidamente in attivo la posizione legata a tanti negozi rimasti sfitti. L’analisi è infatti semplice:

  • Il costo dell’affitto è una delle pochissime spese che gravano realmente – insieme alle bollette – sul bilancio di una lavanderia self-service. Non dovendo ovviamente pagare affitto a se stesso, il proprietario dell’immobile gode quindi di un immediato vantaggio nell’aprirne una, ossia quello di avere eliminato un costo significativo dai propri conti.
  • A una riduzione dei costi tanto sensibile si accompagna, evidentemente, un immediato aumento dei margini di guadagno. Questo significa che il tempo necessario per ammortizzare le spese di avviamento – le ristrutturazioni, l’installazione degli impianti, l’acquisto dei macchinari – si riduce in modo significativo, portando la lavanderia in pari più velocemente, e che superato quel punto la resa dell’investimento è superiore alla media.
  • Se confrontate con moltissime altre attività commerciali, che come dicevamo sono state costrette a chiudere dalla crisi, le lavanderie a gettone sono molto più al sicuro. Innanzitutto, infatti, non devono sostenere i costi legati al personale, il che alleggerisce notevolmente il bilancio; in secondo luogo offrono un servizio che è spesso già l’alternativa a scelte più costose (ossia all’acquisto di una lavatrice domestica), e quindi godono già delle preferenze della propria clientela; e per finire il servizio è strutturato in modo da rendere semplicemente impossibile l’insoluto, il che dà immediata sicurezza ai guadagni e ne rende molto più facile la previsione.

In questo modo, l’immobile sfitto e quindi inerte riprende immediatamente a generare profitti, in modo non soltanto da coprire i costi generati dalla proprietà, ma da permettere una rendita costante. Sotto diversi aspetti, soprattutto in questo periodo economicamente complesso, questo può addirittura dimostrarsi preferibile all’affittare il negozio a terzi: l’apertura di una propria lavanderia a gettone, infatti, permette di risparmiarsi la fatica e il tempo di trovare un affittuario affidabile, di discutere e trattare per l’importo del canone d’affitto, di gestire la stipula del contratto, e di risolvere il problema dei pagamenti in ritardo o addirittura mancati, che spesso compromettono il rendimento di una locazione.

Per un gran numero di proprietari immobiliari in difficoltà, aprire una lavanderia a gettone è davvero l’uovo di Colombo!

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